La 106°edizione del Tour de France ha premiato il 22enne Bernal, un giovane fenomeno con futuro da campione e pieno di successi.

Un successo da predestinato. Il Tour de France 2019 è andato nelle mani di Egan Bernal, la nuova stella del ciclismo. Un trionfo annunciato, ma forse inatteso già quest’anno dove i rivali più esperti non mancavano. Il primo era il campione in carica Geraint Thomas, l’altro capitano del Team Ineos che è arrivato alle sue spalle. Quasi un passaggio di consegne al talento colombiano, il terzo più giovane di sempre a vincere la maglia gialla. A 22 anni e 187 giorni, Bernal si è piazzato dietro a due corridori francesi: Henry Cornet e François Faber che hanno vinto agli inizi del 1900! Una statistica, oltre a essere il primo colombiano della storia, che certifica la storica impresa di questo ragazzo, pronte a scrivere altre pagine di questo sport. Un trionfo memorabile che continua il dominio dell’ex Team Sky ed è arrivato senza una vittoria di tappa. Bernal infatti si è dimostrato il più forte in salita, in particolare sul Col de l’Iseran dove ha staccato tutti i rivali, strappando la maglia gialla ad Alaphilippe. Poi l’ha difesa nell’ultima tappa alpina, prima di arrivare agli Champs-Élysées, nell’ultima passerella a Parigi. L’ultima istantanea del suo capolavoro, il primo di una lunga serie.

Il Tour de France però, oltre al successo di Bernal, ci ha regalato altre emozioni e alcune di marca italiana. Tra le 22 vittorie di tappa, tre sono state azzurre. La prima è stata la super volata di Viviani che, a Nancy (4°frazione), ha trovato il primo successo al Tour de France. Poi c’è stata la fuga vincente di Matteo Trentin a Gap (17°frazione) e infine il sigillo di Vincenzo Nibali che, fuori classifica e dopo due settimane difficili, si è confermato un campione sulle Alpi, andato a vincere a Val Thorens (20°tappa). L’altra grande notizia è che l’Italia, in questa edizione, è tornata a indossare la maglia gialla con Giulio Ciccone. Il corridore della Trek Segafredo, dopo un Giro d’Italia da protagonista, ha tenuto per due giorni il simbolo della corsa prima di cadere e ritirarsi per problemi fisici. Puntava a vincere la Maglia a pois (scalatori), poi andata a Romain Bardet. Quella Verde, della classifica a punti, è andata a Peter Sagan che ha vinto una sola volata ma per la 7°volta questo premio, superando il record di Erick Zabel. Un pensiero va anche a Julian Alaphilippe, che è crollato sulle ultime salite finendo al 5°posto della generale. Il francese però era partito con altri obiettivi, invece ha vinto due tappe, è stato per 14 giorni la maglia gialla e ci ha fatto divertire.

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